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Decostruire la semantica del potere

Il testo traccia un percorso dal discredito dei non allineati al mainstream fino alla formazione di comunità di liberi pensatori, evidenziando il trattamento negativo ricevuto da coloro che hanno esposto i piani delle élites globaliste. Descrive i vari aspetti di questi piani, dalla manipolazione economica alla cancellazione delle identità culturali. Sottolinea come coloro che condividono queste informazioni diventino considerati veri “complottisti”. Sono evidenziate le sfide affrontate da questi individui nel dissentire dalle norme emergenziali durante la pandemia, mostrando un’evoluzione verso una devianza informativa e un’autonomia nel filtrare le fonti. Infine, si parla del ruolo innovativo delle comunità di liberi pensatori nel contesto dell’informazione.

Oltre l’ecosistema informativo alternativo

Parte 4: La diffusione di tecnologie di rete decentralizzate e distribuite ha certamente rappresentato uno dei principali fattori tecnici che negli ultimi ha favorito l’aggregazione delle minoranze di gruppi resistenti al reset davosiano.
Tuttavia, nonostante la tecnologia digitale sia una diretta emanazione della volontà delle stesse élites transumaniste, gli spazi del web e le piattaforme libere, hanno favorito l’affermazione di nuovi processi di apprendimento ed organizzazione dei gruppi del dissenso on-line.

Cospirazionismo e metacognizione

Parte 3: Al fine di governare la complessità sociale, le élites del potere e dei loro organi mis-informativi del mainstream, ricorrono all’attivazione del sempre efficace dispositivo del divide et impera. Il fenomeno della polarizzazione delle opinioni, diffuso ed alimentato dai talk show televisivi è una chiara manifestazione di questa diffusa tendenza. Nel quadro generale delle contingenze emergenziali (cfr. psico-pandemenza), il mainstream, ha diffuso e cementato nella psiche collettiva la falsa equivalenza secondo la quale tutti i No-vax sono complottisti e tutti i complottisti sono No-vax. Analogamente, nel caso dell’emergenza (indotta) della guerra nel Donbass, chiunque fosse contrario alla narrativa ufficiale veniva etichettato come “putiniano”. Tutto ciò avveniva ben prima del 24 febbraio 2022.

Psicologia del dissenso al Reset davosiano

Parte 2: In questo contesto socio-tecnico condizionato dalle tecnologie di rete, i dissidenti, o i potenziali tali, hanno avuto una rara occasione per arricchire la loro ordinaria dimensione psicologica pre-pandemenziale, organizzata attorno a visioni preconcette, pregiudizi e stereotipi riguardo l’immagine bonaria e paternalistica del rapporto tra masse sociali, i gruppi dirigenti del potere globale e locale.

Gaza, la prima smart city

Uno dei più grandi paradossi della storia del Novecento rappresenta lo scenario in cui la vittima di un’atrocità possa divenire a sua volta carnefice: Israele, Stato nato a seguito dello sterminio nazista contro il popolo…