Management cognitivo per apprendisti debunker. Le istruzioni della Commissione Europea.

Consigliamo la lettura di questo esilarante paper della Commissione Europea, intitolato “individuare le teorie del complotto”.
Sin dalle prime righe si notano le finalità pedagogiche e didattiche orientate al fine di plasmare la mente degli apprendisti colletti bianchi che sono disposti a mandar giù queste insostituibili informazioni tecniche.
Leggiamo infatti che “la Commissione europea e l’UNESCO stanno pubblicando una serie di dieci infografiche didattiche per aiutare i cittadini a individuare, smentire e contrastare le teorie del complotto”.
Abbiamo capito bene, il tutto è corredato da meravigliose infografiche per turbo-idioti analfabeti funzionali, sintetiche slides utili per andare incontro alle capacità cerebrali dell’idiota che le legge sperando di trovare risposte rivoluzionarie.

Esilarante anche il sottoparagrafo “Cos’è un vero complotto?” , nel quale gli autori, rimasti a secco di esempi pratici per definire con chiarezza la loro sedicente teoria, sono costretti a fare ben un (1!) esempio: “Vuoi scoprire un vero complotto? Nel 2006, il tribunale distrettuale di Washington, negli Stati Uniti, ha giudicato colpevoli di complotto le principali aziende produttrici di sigarette, che per decenni avevano occultato le prove dei rischi sanitari provocati dal fumo, per incrementare le vendite. (LA Times, 2006)”.

Quindi in base alla loro inconfutabile logica, gli unici complotti dovrebbero riguardare le sigarette e analoghi. Ma poiché fare differenti esempi risulta rischioso, (magari si rischia di finire nelle maglie della censura di big tech) è preferibile citarne solo uno.

Imperdibile anche il paragrafo “Come parlare con una persona che crede fermamente nelle teorie del complotto” che vuole offrire un’immagine incantata e angelica dei poveri giornalisti mainstream.

Rimandiamo ai lettori e ai loro eventuali commenti un giudizio complessivo sul documento sicuramente redatto da qualche giovane aspirante colletto bianco di Bruxelles, a digiuno, lui sì, di libero pensiero e di critica sociale.

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