Dissenso e mainstream media: una turbo polarizzazione

Il regime mediatico dei media mainstream e i suoi metodi coercitivi tendono a non attenuarsi nemmeno con l’arrivo del Natale. Anzi proprio le festività rappresentano il momento ideale per il potere per calare la mannaia della censura. Il “regalo censorio” questa volta è stato recapitato al canale YouTube di Margherita Furlan, La Casa del Sole TV è stato sospeso e non si sa con certezza se verrà riaperto. A lei e alla sua redazione vanno la nostra solidarietà e il nostro supporto.

Niente di nuovo all’orizzonte, in un nostro precedente contributo avevamo parlato delle consolidate prassi censorie adottate dalle Big Tech. Come noto, l’implementazione di ogni forma di censura, la repressione del dissenso, rappresentano un tentativo di impedire ogni possibile opportunità di risveglio e accrescimento di consapevolezza da parte del gruppo maggioritario, omologato e inerme rispetto alle narrazioni generaliste che pretendono di configurarsi illusoriamente come una sorta di realtà oggettiva.

Come sappiamo, tra le forme più utilizzate di censura troviamo: lo shadow banning, chiusura in toto dei canali, demonetizzazione, decremento improvviso degli utenti registrati, rimozione contenuti, avvisi di sospensione o chiusura del canale (che ormai somigliano sempre più a minacce) etc. In questo specifico caso, stiamo evidentemente parlando delle più note tecniche di contenimento di informazioni indesiderate da parte dei tech giants a stelle e strisce. Tutto conforme alle tecniche di manipolazione di massa adottate dal regime apolide neoliberale, il quale, quotidianamente, tramite i suoi maggiordomi dell’informazione generalista, sermoneggia la propaganda del padrone anglosassone.

Potremmo riportare centinaia di fonti che dimostrerebbero in maniera inequivocabile, come i giganti del web e i loro padroni, siano in grado di indirizzare gli internauti verso determinate informazioni e posizioni politiche, andando così a costituire un pensiero collettivo guidato e normalizzato su qualsivoglia argomento. Dal gossip più becero all’attualità geopolitica.

Ad esempio, è notizia di pochi giorni fa quella secondo cui Google stia affinando le sue capacità di boicottaggio e repressione. La società californiana sta costituendo una censura “più rapida e flessibile” dei contenuti “dannosi” in vista delle elezioni americane del 2024. Anche Bard, il sistema di intelligenza artificiale di Google, censurerà i risultati di ricerca o mostrerà soltanto le informazioni in linea con le leggi del regime.

In questo articolo, non vogliamo soffermarci su questi aspetti ormai noti, bensì sulla totale assenza di volontà da parte delle masse di accettare l’esistenza di un pensiero alternativo alle narrazioni generaliste, nonché l’odio che viene veicolato a danno di coloro i quali si fanno portatori di tesi e visioni del mondo differenti rispetto a quelle calate dall’alto per normalizzare il “popolo bue”.

Senza dover necessariamente ripercorrere i fatti più significativi degli ultimi settant’anni, che hanno suscitato in alcuni un vero e proprio mutamento psichico nell’orizzonte conoscitivo dell’uomo della modernità, vorremmo infatti soffermarci su alcuni tra i più importanti, nonché recenti fatti psichici di massa: la psicopandemenza, la guerra per procura in svolgimento in Ucraina tra NATO – Russia, e la riaccensione del conflitto sionista-palestinese e il conseguente massacro di civili inermi.

Ciò che accomuna questi tragici eventi, è che essi sono stati riportati in maniera totalmente alterata e parziale dai media mainstream. Gli aspetti salienti e cruciali di questi eventi sono stati volutamente trattati in maniera alterata e parziale, al fine di porre l’individuo della massa in una posizione di totale incomprensione. La confusione intenzionale dei media generalisti serve a sfiduciare e disorientare gli individui riguardo la complessità e la gravità di ciò che sta accadendo e dei massacri dei civili palestinesi che si stanno compiendo in questo Natale tristemente insanguinato.

Tutto ciò che fanno i media è riportare una visione fumettistica del mondo, ma oggigiorno viviamo in una società a crescente livello di complessità, pertanto la visione riduzionistica della storia propinata dai potenti non offre mappe concettuali per comprendere il mondo.

Un secondo aspetto che accomuna i sopra-menzionati eventi, è quello per cui i nostri potenziali interlocutori quotidiani, estranei al dibattito dell’informazione alternativa, non solo devono sforzarsi nel comprendere le tesi dei cd “cospirazionisti” sulla psicopandemia, ma devono anche elaborare e interiorizzare le tesi alternative rispetto al conflitto Israelo-Palestinese e a quella del conflitto in Ucraina, le quali tesi, come ben sappiamo, sono diametralmente opposte a quelle propagandate dal regime dell’informazione mainstream.

In altri termini, chi almeno prova ad ascoltare le tesi alternative, sa bene che deve ingegnarsi nel comprendere le motivazioni psicologiche alla base del logos cospirazionista. La resistenza nei confronti delle idee della galassia del dissenso, deriva dall’etichetta che accompagna i dissidenti: agilmente associati a dei semplici antagonisti e bastian contrari e quindi agli occhi di una massa incolta risultiamo “complottisti”, “NoVax”, negazionisti, putiniani, e tante altre categorie care al potere. D’altro canto, ogni volta che proponiamo una visione alternativa a quella propinata dal sistema, la nostra interpretazione è nella maggior parte dei casi radicalmente differente dalla cd. “versione ufficiale”, ne consegue che il processo conoscitivo dei nostri interlocutori della vita quotidiana non diventa difficile, diventa impossibile.

Come darli torto? Se riflettiamo anche solo per un istante, possiamo facilmente comprendere che siamo noi “complottisti” con le nostre idee, contro la versione martellante dello Stato e dei rotocalchi generalisti. Come possiamo essere ascoltati e creduti se ogni volta che parliamo abbiamo una visione radicalmente opposta a quella dell’informazione ufficiale?

Per esprimere il concetto in maniera sintetica, possiamo dire che come comunità del dissenso stiamo portando avanti (allo stato attuale) come minimo tre visioni antagoniste rispetto a quelle ufficiali e maggioritarie e questo rende la nostra battaglia ancora più difficile.

Avrete sicuramente notato che gran parte dei vostri colleghi, parenti e amici, non è andato incontro al processo di risveglio che ha caratterizzato milioni di persone negli ultimi tre anni. La gente continua a pensare prettamente al chiacchiericcio, al gossip, e alle cose più demenziali che la società del consumo ha da offrire.

Noi, i complottisti, abbiamo invece perso l’innocenza, non crediamo più alle menzogne di Stato, e siamo a tutti gli effetti approdati nel gruppo minoritario, il quale gruppo, stando ai noti studi di Moscovici sull’influenza minoritaria, ha buone chance di generare cambiamenti sociali significativi. Per questo non ci arrenderemo, la battaglia è appena cominciata.

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