La Spirale del Silenzio. Introduzione del progetto e aspettative.

 

Sono numerose le ragioni e le opportunità per le quali abbiamo deciso di avviare questo nostro comune progetto editoriale: si tratta di un esperimento di scrittura creativa e collaborativa, mandato avanti da un piccolo gruppo di amici, curiosi problematizzatori della realtà quotidiana. Per chi avrà la curiosità e l’interesse nel seguirci, i temi e le espressioni ricorrenti nei contenuti del sito contribuiranno rapidamente a far emergere negli autori come anche nella community, la chiarezza della linea editoriale.

Il progetto è tenuto insieme da una miriade di valori culturali e sociali, come la gratuità della condivisione della conoscenza, la difesa della libera informazione, l’analisi basata su fonti aperte dei fatti di politica internazionale e geopolitica. L’approccio collaborativo che si vuole proporre, serve a garantire uno spazio di espressione libero ed aperto ad amici e collaboratori, che analogamente a noi, ricercano nella sperimentazione dei linguaggi comunicativi una via, o se non altro un’opportunità per svecchiare modelli di comunicazione di massa decentralizzata oramai troppo polarizzati sul gatekeeping.
Prendendo spunto da fatti di attualità, il progetto in questa fase iniziale offrirà alcuni contributi testuali riguardanti fatti di attualità orientati all’indagine nel rapporto tra tecnologia e politica, il potere manipolatorio dei media, l’informatica libera e le scienze sociali. Ma più in generale si vuole incentivare la riflessione e il dibattito sul nostro contesto psico-socio-ambientale e su quanto esso sia influenzato dalla tecnologia e dalla velocità, la complessità è forse la loro prima figlia. Si vorrà riflettere anche sulle radici occulte della disoccupazione tecnologica, e i rischi e le minacce di un’automazione ricorsiva multi-livello che riduce considerevolmente la domanda di forza lavoro.

La spirale del silenzio è quella condizione abbondantemente approfondita, poiché vissuta, da tutti quegli individui che negli ultimi 3 anni hanno compreso come la chiusura nel silenzio, la disintermediazione dei contatti sociali in tempi di psico-pandemenze, abbia contribuito a far aumentare la percezione collettiva della preponderanza dell’opinione della maggioranza sulle minoranze di pensiero, un’opinione che in realtà appare più forte di quanto realmente sia.
Il timore della riprovazione e dell’isolamento del singolo costituisce la forza strutturante dell’opinione della presunta maggioranza. Questa condizione produce contesti relazionali e socio-organizzativi entro i quali gli attori sociali debbano bilanciare e soppesare con attenzione l’espressione della loro personale opinione su fatti di attualità (esempio: la personale posizione sulla guerra in Ucraina).
La chiusura nel silenzio fa aumentare la percezione collettiva dell’opinione della maggioranza che in realtà appare più forte di quanto realmente sia. Uno scenario già vissuto in epoca di pandemenza. Si tratta di conseguenza, di un processo dinamico: chi possiede un’opinione ascrivibile alla minoranza appare più debole di quanto effettivamente sia.
La fuga dalla caverna platonica è già iniziata. Si tratta solo di una questione percettiva.